Terza puntata del format sulle parole che manderei in esilio in Kamchatka senza guanti, cappello e moon boot.
La usano in tantissimi, purtroppo. Nelle riunioni, nei comunicati, nei piani strategici, nei corridoi delle aziende. Efficientare processi, efficientare strutture, efficientare flussi e bla bla bla.
Lo dico con affetto: lasciala perdere. E no, usarla non ti farà sembrare più preparato di altri. Anzi. Può provocare problemini allo stomaco non proprio gradevoli.
Vuoi dire “migliorare”? Dillo.
Vuoi dire “rendere più efficiente”? Perfetto.
Vuoi dire “ottimizzare”? Va benissimo.
Ma “efficientare” suona come una scorciatoia linguistica che fa più danni che benefici. Un po’ come quei macchinari che vibrano forte ma non producono più niente.
Perché, come ripeto spesso, le parole complicate servono solo a nascondere idee semplici. O, peggio, vaghe.
Se hai altre parole da mandare in esilio, scrivile nei commenti. Così le… efficientiamo insieme.

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