Me lo sento dire spesso. Di solito da qualcuno che non ha mai visto una bozza tornare indietro con 14 commenti, 3 “ne parliamo a voce” e un “non so… manca qualcosa”.
Scrivere è la parte semplice.
Il difficile viene dopo.
Capire chi hai davanti.
Tradurre tecnichese in italiano umano.
Mediare tra “mettiamo entusiasmo” e “restiamo istituzionali”.
Riscrivere. Limare. Tagliare.
E sì, convincere che quella parola fa la differenza.
Perché la comunicazione non serve a farci sembrare intelligenti.
Serve a far sentire le persone comprese.
Scrivere è un esercizio di stile.
Comunicare è un esercizio di empatia.
E indovina: quale dei due paga davvero lo stipendio?

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