Resilienza e altre parole abusate nel mondo del lavoro

Ho iniziato a sentirla tantissimo nel periodo Covid. Prima spuntava ogni tanto. Poi, all’improvviso, ovunque: nelle riunioni, nei comunicati, nelle dirette su Zoom. Resilienti noi, resilienti i team, resiliente perfino il PNRR!

Lo dico con affetto: resilienza è una parola bellissima, ma l’abbiamo massacrata. Talmente tanto che ormai rischia di non voler dire più nulla.

E allora, perché la usiamo così spesso?

Perché “adattarsi” sembra poco elegante?
Perché “resistere ad uno stress” non fa figo?
Perché dire “abbiamo preso una botta ma siamo ancora qui” è poco poetico?

Come dicevo per “attenzionare”, le parole complesse servono talvolta a nascondere idee semplici. Se vuoi comunicare qualcosa, meglio scegliere la via della ‘chiarezza universale’, quella che capiscono tutti. Aiuta e non impegna.

Se anche tu hai una parola da gel igienizzante, scrivila nei commenti.
Insieme, si sa, fa meno male.

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