Se LinkedIn lo usi solo quando hai bisogno, non funziona. È come bussare alla porta di qualcuno solo quando vuoi un favore. Lo fai una volta, ti aprono. La seconda, controllano dallo spioncino. E sì, si fa ancora.
Me lo ha chiesto qualche giorno fa un caro amico, mentre mi rifilava un 6-1 a FIFA, storia di Xbox e dintorni. Manager solido, azienda solida, posizione di prima fila. LinkedIn lo aveva usato anni fa, quando cercava lavoro. Poi, trovato il posto, aveva chiuso tutto come si chiude un cassetto che non serve più. Addio, siamo stati bene insieme.
La sua domanda era semplice: “Ma io perché dovrei stare su LinkedIn? Non cerco lavoro”.
Ecco cosa gli ho risposto.
LinkedIn non è un curriculum online. È una reputazione in costruzione. Chi ti cerca – un potenziale cliente o partner, un giornalista, qualcuno che vuole semplicemente capire con chi ha a che fare – non aspetta che tu stia cercando lavoro per farlo. Ti cerca quando ha bisogno di capire chi sei. E se non trova niente, o trova un profilo fermo al 2019, trae le sue conclusioni. Che, come si può immaginare, non saranno bellissime.
Un manager che non appare su LinkedIn non è invisibile. È assente. E l’assenza, nel dubbio, viene letta come disinteresse.
Non si tratta di postare ogni giorno frasi motivazionali di Kierkegaard sull’importanza del trovare un’idea forte per la quale vivere o morire. Si tratta di tre cose più concrete:
- Fiducia. Chi ti legge nel tempo capisce come pensi, come lavori, cosa sai fare. Prima ancora di incontrarti.
- Visibilità nel settore. Partecipare alle conversazioni del tuo ambito, anche solo con un commento intelligente, ti posiziona come persona che sa di cosa parla.
- Opportunità inattese. Le migliori non arrivano mai quando le stai cercando. Arrivano quando qualcuno si ricorda di te perché ti ha letto tre settimane prima.
Come? Non hai il tempo necessario per dedicarti a tutto questo? Non serve pubblicare ogni giorno. Basta essere presente con costanza: un contenuto a settimana, anche breve, su qualcosa che hai imparato, osservato o vissuto nel tuo lavoro. Senza trasformarlo nel trailer motivazionale della tua vita, come ho detto al mio amico. Che annuiva ed esultava ogni volta che segnava un gol. Caro Enzo, spero che almeno tu abbia ascoltato uno spicchio di quanto ti ho detto.

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