Schedulare e altri anglicismi inutili da eliminare

L’ho sentita qualche giorno fa in una riunione. Ma è da tempo che gira nell’aria. Parlo dell’inglesismo “schedulare”. Roba da irritazione intestinale vera.

“Dobbiamo schedulare il rilascio”, “scheduliamo una call” e cosa dire dell’immarcescibile “ti schedulo un reminder”?

Ora, io capisco tutto. Lavoriamo quotidianamente con l’inglese, con colleghi sparsi in giro per il pianeta. Ma schedulare suona come un disco degli Aqua, quelli di “Barbie Girl”: lo ascolti e non capisci bene cosa stia capitando.

Vuoi dire programmare? Dillo.

Vuoi dire pianificare? Perfetto.

Vuoi dire fissare una riunione? Ancora meglio.

Non è una battaglia contro l’inglese. È una battaglia contro la pigrizia dei tempi moderni, in cui ci sentiamo belli e impossibili soltanto se usiamo un inglesismo anche quando potremmo comodamente farne a meno.

Lo dico dalla notte dei tempi: le parole non servono a riempire un verbale. Servono a farsi capire. Che tu sia al ristorante con gli amici o in ufficio con i colleghi. E se per dire “ti scrivo alle 10” devo passare da “scheduliamo uno slot”, forse stiamo complicando qualcosa che dovrebbe solo funzionare.

Se hai altre parole da mandare al macero con i volantini che ti inzuppano la buca delle lettere, scheduliamoci nei commenti. Insieme, fa meno male.

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