Dieci anni fa, passavo dal giornalismo sportivo alla comunicazione B2B. Pensavo fosse come cambiare pallone: la porta è sempre lì, no?
Sbagliavo. E mica di poco, eh.
Prima inseguivo storie e giocatori, convinto che scrivere un articolo fosse come scrivere un comunicato. Ma cambia tutto: il pubblico, la destinazione, perfino il ritmo delle parole.
Due sport diversi. Come paragonare il golf con la pallavolo. Non si può fare.
E ho imparato a mie spese che prima di fare bene questo mestiere devi studiare, ascoltare quelli bravi, ma bravi davvero, e poi scendere in campo.
Facendo errorini, erroracci (lo ammetto: a volte, robe da matita rossa, azzurra e gialla) e imparando da ogni inciampo.
Dunque, meno supponenza e più umiltà, cari miei. È il consiglio che darei ai ragazzi, quindi a tutti gli under 47.
A volte, anche a me stesso.

Lascia un commento